SOFT SKILLS, IL VALORE AGGIUNTO DEL MANAGEMENT

Sono due i meteoriti che negli ultimi anni sono piombati sul mondo del lavoro con effetti dirompenti sul business e sulle risorse umane: la Pandemia del 2020 e la rivoluzione digitale. Due fattori che hanno tracciato un solco nel panorama socio economico, nei mercati, nei processi lavorativi e nei modelli relazionali. Concetti quali sostenibilità, benessere, empatia, adattabilità e resilienza hanno ridefinito i modelli gestionali, persino la definizione di leadership.

La capacità di districarsi nelle dinamiche interpersonali, di valorizzare dipendenti, collaboratori e partner risulta, oggi più che mai, è fondamentale per declinare la vision e rispettare la mission aziendale.

Le nuove priorità

Le imprese sono sempre di più alla ricerca di professionisti che abbiano quelle competenze trasversali necessarie per avere successo di fronte a nuove sfide. Se prima contava soprattutto il “cosa”, ovvero le hard skills, in questi anni si apre l’era del “come”. Come si performa vale tanto quanto le competenze necessarie per conseguire gli obiettivi. Anzi, più sale il livello, più le soft skills rappresentano il vero valore aggiunto in termini di management.

L’origine delle soft skills

Le cosiddette “competenze trasversali” derivano da fattori personali e ambientali. Sono abilità e tratti personali che non si acquisiscono come le competenze tecniche, ma si apprendono in maniera implicita e in base all’esperienza acquisita, determinando comportamenti e scelte. Le soft skills sono indispensabili per esprimere il potenziale del gruppo lavoro, valorizzando team building e networking.

Tutte le aziende cercano di intuire quali soft skills siano necessarie affinché tutti i ruoli raggiungano i livelli di performance attesi: dalle posizioni apicali alle figure di Middle e Senior Management monitorate e selezionate da S&you per i suoi partner. Tanto che, in questa fase storica particolare, gli esperti non temono di sbilanciarsi quando affermano che le imprese traggono benefici maggiori da profili con soft skills adeguate, a parità di conoscenze e hard skills.

Le soft skill più richieste

  • Fiducia in se stessi
    La consapevolezza del proprio valore e delle proprie capacità. Un presupposto fondamentale per potersi assumere responsabilità crescenti all’interno delle dinamiche aziendali.

  • Spirito di squadra
    La capacità di cooperare indica la predisposizione a lavorare insieme agli altri, per organizzarsi e distribuire il lavoro sulla base delle risorse a disposizione, delle competenze professionali e delle singole aspirazioni. Delegare, valorizzare e mediare sono le tre vie per conseguire una meta comune.

  • Autocontrollo
    L’incidenza di problematiche psicologiche, quali ansia, incertezza e mancanza di motivazioni invita chiunque delle risorse umane ad identificare e vigilare sui propri sentimenti ed emozioni. Le persone capaci di autocontrollo possono tollerare con maggiore facilità eventuali situazioni di conflitto o sfiducia sul luogo di lavoro, mantenendo una condotta stabile anche nei momenti di difficoltà. Saper leggere le proprie emozioni e quelle altrui è basilare per orientarsi nelle decisioni, anche nel business.

  • Adattabilità

Anche la capacità di accettare e adattarsi al cambiamento è vitale. I bisogni e le aspettative dei colleghi, ma anche dei clienti, stanno cambiando repentinamente. Il mercato è alla costante ricerca di soluzioni, rassicurazioni e intuizioni. Dall’osservatorio S&you possiamo confermare che tutte queste incognite spingono le aziende a ricercare professionisti capaci di uscire dalla propria zona di comfort e vedere il cambiamento come un'opportunità di crescita e innovazione. Un po’ come succede negli sport di squadra: a prescindere dai ruoli, in caso di bisogno, l’allenatore può cambiare la posizione in campo di un giocatore a beneficio di tutta la squadra.

  • Disponibilità all'apprendimento

Trasformazione energetica, rivoluzione digitale, intelligenza artificiale, nuove professioni: il lavoro cambia e con esso cambiano le competenze. Per questo, al di là del settore di riferimento e dalle mansioni specifiche, la volontà di apprendere e il desiderio di rimanere al passo con le ultime tendenze, da valore aggiunto stanno diventando fattori primari nel campo del recruiting e della selezione del personale.

  • Problem solving 4.0

Un termine abusato, quasi svuotato di significato talmente presente nelle job solution diffuse in tutti i canali. La novità più interessante per la soft skills più conosciuta e longeva sta nella sua messa a terra. Più che la qualità di risolvere i problemi, in particolare se non previsti, ad essere apprezzata è la capacità di anticiparli, immaginarli e soprattutto prevenirli.

  • Comunicazione

Non si parla di comunicare, ma di capacità comunicativa. Una differenza da leggere nel campo dell’intelligenza emotiva, dove i silenzi contano almeno quanto le parole e la strategia assume un ruolo anche maggiore rispetto alle conoscenze specifiche. Ogni azienda fa della comunicazione un asset nevralgico: in un mondo in cui tutto è social, pubblico, un buon clima aziendale rappresenta il biglietto da visita più efficace.