MANAGER: AUMENTO DELLA PRODUTTIVITA’

Lavorare per vivere o vivere per lavorare?

Divenuta dilemma nel fiorire della società moderna, questa domanda ronza nella testa di tutti quei manager che affrontano il tema del lavoro con punti di vista opposti

Da una parte c’è chi preferisce una corsa all'aperto a una corsa in ufficio; dall'altra c’è chi nella luce del computer la sera, nel rullo incessante delle stampanti e nel sapore dei tappi rosicchiati ha trovato il suo habitat.

Paradossalmente proprio loro, “gente che risponde alle mail a mezzanotte o perennemente connessi per dimostrare attaccamento all’azienda ed efficienza 24/24” (vedi articolo), potrebbero danneggiare l’azienda. Non è stando asserragliati in ufficio che si diventa più produttivi, ma bensì conoscendo persone e temi nuovi, e respirando aria diversa.

La creatività – come ci ricorda Albert Einstein - non è altro che un'intelligenza che si diverte.

Dedicare il proprio tempo agli hobby, ai rapporti umani ma soprattutto a nuove esperienze permette all'individuo d’iniettare nel proprio lavoro energia, creatività e apertura mentale, alzando quindi l’asticella della produttività più in alto rispetto a quel management focalizzato su sé stesso, intento unicamente a dimostrare e non a confrontarsi.

Probanti sono i nuovi modelli di lavoro messi a punto dalle aziende negli ultimi anni, basati sull'home office, sull'orario flessibile e sull'equilibrio fra vita familiare e benessere aziendale.

Dunque, se si volesse trovare una risposta al dilemma sopra citato, forse questa non sarebbe né lavorare per vivere né vivere per lavorare ma, più probabilmente, vivere e lavorare.

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